Il Calafate

Arbusto sempreverde di frutti dolci che nasce nella Patagonia.
Il popolo tehuelche era solito emigrare in autunno verso nord, per via del rigido inverno e per la scarsità di cibo. Un’antica leggenda racconta di un’anziana guaritrice di nome Koonex, che a causa della sua età, non riuscì più ad emigrare insieme alla sua tribù. 
Passarono molti soli e molte lune, fino all’arrivo della primavera che portò con sé i primi germogli, le rondini, i pivieri, i passeri dal collare rossiccio e i pappagalli chiacchieroni.
Quando la tribù ritornò, trovò sopra la tenda di Koonex uno storno di uccelli che cantavano felici, all’improvviso si udì la sua voce che li rimproverò per averla lasciata sola. Un ragazzino le spiegò del perché fossero partiti e Koonex rispose loro che a partire da quel momento avrebbero avuto cibo per tutto l’inverno, così da non doverla più abbandonare.
Una folata di vento aprì la tenda da dove proveniva la voce e al posto di Koonex trovarono un bellissimo cespuglio spinoso con dei fiori gialli profumati. Con l’arrivo dell’estate i fiori divennero frutti che maturarono con l’arrivo dell’autunno, dei frutti deliziosi e nutrienti.
Dal quel momento i Tehuelche iniziarono a diffondere i semi e non partirono più verso nord, adottando la leggenda di come “colui che mangia il frutto del calafate, sempre ritorna”.